top of page
  • Immagine del redattoreGiglio Reduzzi

Al voto come una volta

Un esempio lampante di quanto lo Stato rincorra la modernità -o dica di farlo-, ma rimanga sempre indietro si trova nel modo in cui ci fa votare.

Che è rimasto uguale a quello prescritto quando furono istituite le elezioni popolari e gli elettori erano in maggioranza analfabeti: fate una croce sul simbolo che più vi aggrada!

Esattamente come il notaio diceva di fare al contadino non scolarizzato quando comprava o vendeva un fondo agricolo!

Oggi il mondo moderno chiama il cittadino a riempire una grande varietà di moduli ed in tutti questi moduli compaiono, ben staccate, immagini o frasi dal significato alternativo.

Queste, a loro volta, sono contrassegnate da piccoli quadratini destinati ad ospitare il segno di spunta (in pratica una v con il secondo segno allungato) con cui il cittadino esprime la propria preferenza.

Ecco: questo è il modo corretto di esprimere una preferenza e, quindi, anche di votare.

In molte parti d’Italia, ma forse in tutto il mondo occidentale, fare la croce su un simbolo (in bergamasco: faga sö la cruz) vuol dire non parlarne più.

Cioè cancellarlo, che è l’esatto opposto dello sceglierlo.

8 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Magistrati e Migranti

Perché il giudice di Catania sbaglia. Non è in suo potere verificare la compatibilità delle leggi ordinarie italiane con il diritto comunitario. Al massimo, se vuole, può raffrontarle con la Costituzi

Matteo Messina Denaro

Martedì sera (25 settembre) RAI3 ha dedicato tutta la prima serata per celebrarne la cattura. Non capisco perché l’abbia fatto. L’arresto del capo mafia costituisce un fatto eccezionale di per sé, ma

La Prudenza della Premier

Qualche volta capita anche a me di chiedermi come mai la signora Meloni, ora che è al governo, non faccia le stesse cose che diceva avrebbe fatto quando era in campagna elettorale, specie in materia d

bottom of page