• Giglio Reduzzi

L'irrilevanza del buco nero

Non capisco tutto questo entusiasmo attorno al buco nero di recente scoperta.

Anche ammesso che si tratti di una fotografia (ma i più lo negano), essa non riguarda la situazione attuale, ma quella che esisteva 55 milioni di anni fa, questo essendo il tempo che la sua luce (che viaggia a 360.000 km al secondo) ha impiegato per essere captata dai nostri potenti telescopi.

Questa enorme distanza aggrava l’irrilevanza che dovremmo ragionevolmente attribuire ad ogni componente dell’universo che sia fuori della nostra portata, salvo quella puramente visiva che ci offrono le stelle guardando il cielo ad occhio nudo.

Infatti, la più vicina di esse (che tuttavia abbiamo il coraggio di chiamare “Proxima”) si trova a 4,2 anni luce dalla Terra, cioè ad una distanza che non saremo mai in grado di coprire.

Per fare un paragone, la luce del Sole arriva da noi dopo soli 8 minuti e 20 secondi.

Quella della Luna dopo poco più di 1 secondo.

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