• Giglio Reduzzi

Dio, Patria, Famiglia

Aggiornato il: 23 apr 2019

Beati coloro che, avendo un lavoro da trovare (o da conservare) e dei figli da crescere, hanno preoccupazioni urgenti che impediscono loro di pensare ad altro.

In tal modo non hanno tempo di riflettere sulle innumerevoli assurdità che ci circondano.

Per esempio sulla compresenza, nella stessa casa e magari sullo stesso pianerottolo, del papà cattolico che manda la figlia al corso prematrimoniale (per scoprire se il suo fidanzato la pensa esattamente come lei) ed il pakistano che invece la spedisce in patria per sposare un ragazzo che non ha mai visto prima (ma che suo padre considera un buon partito).

Una compresenza, tra l’altro, che la Chiesa, nella sua massima espressione, non solo non condanna, ma auspica vivamente nel momento in cui invita all’accoglienza indiscriminata del forestiero e demonizza chiunque vi si opponga.

Un’accoglienza invocata, badate bene, unicamente in base a criteri economici (chi più ha deve dare a chi ha meno), a costo di sacrificare ciò che storia e geografia hanno da sempre tenuto separato, dando luogo a culture diverse e spesso antitetiche.

Questo cambio di paradigma da parte della Chiesa diventa evidente, non solo per quello che fa (invito all’accoglienza), ma anche per quello che non fa più, cioè per l’abbandono della pastorale tradizionale in materia, per esempio, di morale familiare oppure di evangelizzazione.

Famiglia tradizionale: chi la sostiene (come Massimo Gandolfini) viene deriso dalla società (specie quella che si definisce progressista) e lasciato solo dalla Chiesa.

Evangelizzazione: non se ne parla più.

Tutte le religioni sono buone.

L’incontro di Papa Bergoglio con il massimo esponente dell’Islam sunnita è avvenuto in una cornice molto più solenne di quello svoltosi con il Patriarca cristiano ortodosso di Mosca, di cui nessuno più si ricorda.

E’ vero che molti cambiamenti di costume sono conseguenza diretta di evoluzioni avvenute in seno alla società, ma è anche vero che l’attuale Papa (che, qui in Occidente rappresenta pur sempre la maggiore autorità morale) non ha fatto nulla per contrastarli. Anzi ha fatto di tutto per assecondarli.

Speravamo in un Papa che ci aiutasse a trovare Dio ed invece abbiamo trovato un Papa innamorato di Gino Strada e del suo ospedale da campo.

I belgi volevano rendere Leopoldville (ora Kinshasa) più simile a Bruxelles ed invece si ritrovano con una Bruxelles che assomiglia molto a Kinshasa.

I francesi volevano un’Algeri come Marsiglia ed invece si ritrovano con una Marsiglia algerizzata.

L’Europa voleva cristianizzare l’Africa ed invece è l’Africa che sta per islamizzare l’Europa.

Le torri che avevamo eretto lungo le nostre coste per difenderci dagli attacchi dei musulmani ora sono ritenute troppo spoglie per offrire loro una dignitosa ospitalità.

Probabilmente la ragione del nostro sbigottimento sta anche nel fatto che questo cambio di paradigma è avvenuto troppo in fretta e ci ha trovati impreparati.

Cresciuti sotto il motto: Dio, Patria, Famiglia, non sopportiamo che la signora Monica Cirinnà ci dica che questa sarebbe una vita di merda.

Parimenti non sopportiamo che:

· il sindaco PD di Milano legalizzi una famiglia con due papà;

· le femministe insultino la madre di Como perché ha partorito undici figli;

· i parlamentari del PD appoggino il Gay Pride ma si oppongano alle celebrazioni di Verona (29-31 marzo) a favore della famiglia tradizionale;

· i vescovi stiano zitti difronte al dilagare della folle ideologia Lgbt;

· alla prof. Laura Palazzani venga concesso di dichiarare che in certi casi l’uso della Triptorelina, (la medicina volta a favorire il cambio di sesso agli adolescenti), potrebbe essere lecita; nonchè di fare queste dichiarazioni in quella Università (la Cattolica) dove fino al 1966 si chiedeva ai laureandi di pronunciare il famoso giuramento antimodernista.

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