• Giglio Reduzzi

E dovremmo pure vantarcene?

Aggiornato il: mag 8


Riassumendo:


1. Il controllo dei confini è sospeso. Chiunque bussi alla nostra porta è benvenuto. Se hai vent’anni, ma dichiari di averne sedici, ti crediamo sulla parola. I documenti non servono. Se sei contagiato ti isoliamo su una nave crociera.


2. In molte regioni del Sud le persone che detengono il potere de iure non coincidono con coloro che lo esercitano de facto.


3. La composizione del governo non riflette il sentiment nazionale, ma quello, più volte sconfessato, di tre anni fa (2018). Infatti il maggior partito di governo (M5S) è quasi scomparso nel Paese, ma mantiene integra la sua forza dentro il Parlamento.


4. La burocrazia statale è mal gestita e, nella sua composizione, non riflette l’apporto delle singole regioni alla ricchezza nazionale. Anzi è inversamente proporzionale.


5. Lo Stato non è in grado di rendere giustizia al cittadino. E non sa come ripristinare questo servizio. Persino il presidente del suo massimo organo (CSM) si è chiamato fuori.


6. L’ordine pubblico non esiste. Vige la legge della giungla: chi è più prepotente vince. Se ti rubano la casa, il prefetto dice che sono affari tuoi.


Non mi sembra che ci sia molto di cui vantarsi. Salvo che del nostro enorme patrimonio artistico e paesaggistico.

Che continui ad aver ragione Metternich?


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