• Giglio Reduzzi

E le stelle stanno a guardare

Aggiornato il: 13 mag 2019

Ogni tanto mi vengono in mente le stelle.

Nulla da obiettare: quando guardi il cielo in una notte stellata, ti trovi di fronte ad un grande spettacolo.

Molto meglio di quel che l’uomo riesce a fare con i fuochi artificiali.

Eppure tutte quelle stelle ci stanno prendendo in giro.

Sì perché noi siamo abituati, quando vediamo una cosa che ci piace, a farla nostra, o almeno a provarci, vuoi allungando una mano, vuoi prendendo un mezzo di trasporto, a seconda della distanza.

Ebbene, cari amici, nel caso delle stelle non è così.

Le stelle ci stanno prendendo in giro.

Sono le uniche cose per le quali vale il monito: guardare ma non toccare.

Infatti l’uomo, anche quello che verrà al mondo tra mille anni, non sarà mai in grado, ripeto mai, di andare su una di quelle stelle o, meglio, nei pressi di quelle stelle, a causa dell’enorme distanza a cui si trovano dalla Terra.

Pensate che la stella più vicina a noi (e che, proprio per questo, abbiamo avuto l’ardire di chiamare “Proxima”) si trova a 4,2 anni luce da noi.

Il che significa che, se anche noi potessimo viaggiare alla velocità della luce (circa 360.000 km/s), il che è impossibile, il nostro viaggio durerebbe 4,2 anni.

Infatti il meglio che siamo riusciti a fare sinora (parlo della velocità della stazione spaziale) è 7,66 km/s, cioè 47.000 (quarantasette mila) volte meno!

Ma c’è di più: la luce che Proxima ci trasmette è quella che emetteva 4,2 anni fa.

Per cui c’è il rischio che, se anche potessimo viaggiare alla velocità della luce, potremmo arrivare là e non trovarla più, dato che nel frattempo potrebbe essersi spenta!

Insomma: una doppia fregatura.

E questa è la stella più vicina! Figuriamoci le altre.

Conclusione: se questi sono i nostri vicini, tanto vale pensare, come si faceva una volta, che la Terra sia un unicum e che le stelle abbiano solo una funzione decorativa.

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