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  • Immagine del redattoreGiglio Reduzzi

Fuori dal coro

Aggiornamento: 2 giu 2023

Maurizio Belpietro è il primo giornalista (oltretutto direttore di giornale) che il 24 maggio scorso abbia osato criticare pubblicamente il capo dello Stato in esercizio.

Di solito i giornalisti si scagliano sul Presidente solo quando non è più in carica.

Quindi non ho mancato di fargli i complimenti per il coraggio dimostrato.

Buoni tutti a criticare il Presidente quando ad ascoltarti c’è solo la moglie.

Altra cosa è farlo dedicandogli la prima pagina di un quotidiano.

Non che i motivi di critica mancassero.

Anzi Belpietro è stato sin troppo buono, a mio avviso, perché si è limitato a criticare gli errori recenti, sorvolando su quelli del passato.

Primo fra tutti quello, bello grosso, compiuto nel 2019, quando, piuttosto che indire nuove elezioni, ha preferito che rimanessero al potere gli incompetenti del governo Conte2, ben sapendo che nel frattempo il Parlamento non rappresentava più il popolo (cfr. consultazioni europee) e dunque all’incompetenza dell’esecutivo si aggiungeva l’impopolarità.

Con il risultato che, quando l’anno successivo arrivò la pandemia, questa dovette essere governata da un Premier che fino all’anno prima non aveva mai fatto politica (era stato chiamato solo per fare il mediatore) e da un Ministro della salute che proveniva dal più piccolo dei gruppi parlamentari.

Ecco perché ho parlato di errore “bello grosso”.

Ben diversamente si è comportato, proprio in questi giorni, il Re di Spagna, il quale, subito dopo la batosta subita dal Premier Sanchez alle elezioni amministrative, gli ha consigliato di dimettersi e di anticipare le consultazioni generali.

Evidentemente il Re aveva letto il risultato delle elezioni amministrative come spia del mutato sentimento popolare.

Cosa che il nostro Presidente non ha fatto.

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