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  • Giglio Reduzzi

Gli (ulteriori) errori del Quirinale

Nessuno nega che alla Presidenza della Repubblica ci sia un autentico galantuomo.

Tuttavia risulta difficile per tutti negare che Sergio Mattarella, nel corso del suo lungo permanere nella carica, abbia commesso una serie di errori, che, come sempre avviene, esploderanno nei media solo a mandato concluso.

Infatti a quelli commessi durante il primo settennato e che ci siamo permessi di rilevare in un post del 2 ottobre scorso (quali il ripetuto rifiuto di ricorrere ad elezioni anticipate, per il timore di consegnare l’Italia ad un governo di centro-destra, a costo di affidarla a degli incapaci), vanno aggiunti quelli compiuti in epoca successiva.

Il Capo dello Stato è noto per il suo amore per l’Unione Europea. Un amore viscerale (peraltro condiviso dal suo predecessore) che lo portava a subordinare l’interesse degli italiani a quello della cosiddetta “Europa” (che peraltro Europa non è).

Ma ecco che proprio in questi giorni a Bruxelles sta emergendo una situazione (il cosiddetto “Qatargate”) che prova quanto quell’affezione fosse mal riposta.

Ma Sergio Mattarella aveva un secondo amore: la Francia.

Con cui aveva persino firmato, seppur non in pompa magna, quasi si vergognasse, un patto (non a caso definito “del Quirinale”, perché un governo come quello attuale non l’avrebbe mai firmato) che addirittura prevede la partecipazione di un osservatore francese alle sedute del nostro CdM.

Come fossimo un protettorato francese. (La prevista reciprocità essendo una barzelletta cui non crede nessuno.)

Poi è avvenuto l’episodio della nave o.n.g. Ocean Viking, a seguito della quale il Presidente francese ha dato le disposizioni che conosciamo e qualificato il comportamento del governo italiano nel modo che conosciamo altrettanto bene, ma dalle cui dichiarazioni possiamo solo dedurre quanto mal riposto fosse anche questo secondo amore del Presidente.

Come se non bastasse, in questi giorni si è saputo (dalla fonte insospettabile di Migrantes) che la Francia, a fronte dei quasi 100.000 migranti fatti sbarcare dall’Italia, ne ha allontanati più di quanti ne abbia ricevuti.

Ed abbiamo anche saputo (benchè il rapporto Migrantes non ne parli) che tra i migranti espulsi ce n'erano alcuni ai quali la polizia italiana aveva attribuito lo stato preferenziale di “minori” e che, dunque, erano stati allontanati in spregio della condotta italiana, per quanto discutibile essa fosse.

La verità è che, visitando le periferie delle città francesi (pensate a Marsiglia), il Presidente Macron si è reso conto di quanto male abbia fatto al suo Paese ed alle sue antiche radici giudaico-cristiane la vecchia politica pro-immigrazione (peraltro motivata da un passato di Paese coloniale) ed ora, anche se è un po' tardi, ha deciso di non far entrare più nessuno e vorrebbe che tutti i potenziali migranti venissero in Italia.

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