• Giglio Reduzzi

Guerra al Vino

Aggiornamento: 19 feb

L’idea dell’UE di considerare il vino cancerogeno e di scriverlo sull’etichetta la dice lunga sulla distanza che intercorre tra i burocratici dell'Unione (in prevalenza nordici) e gli usi e costumi di taluni dei suoi Paesi membri (tipo Italia e Spagna, cioè meridionali).

La ragione è che, in Italia, il vino è un companatico, mentre altrove è una bevanda che si beve fuori dai pasti, come alternativa leggera ai superalcoolici (whiskey, grappa, vodka).

Ed allora sì che il vino può causare un danno alla salute.

E’ proprio quello che gli spagnoli hanno cercato di evitare introducendo l’uso delle “tapas”.

Infatti in Spagna non si beve mai vino senza che questo venga “accompagnato” da delle tapas (un gambero od una fetta di prosciutto a seconda delle regioni).

Bevuto ai pasti, il vino diventa un digestivo.

Alla pari del caffè espresso, che solo gli stranieri considerano una bevanda e non a caso lo vogliono sempre “lungo”.

Dunque l’UE, se mai, dovrebbe sconsigliare l’uso del vino e delle altre bevande alcooliche “fuori dai pasti”.

Ma non credo che la direttiva europea in corso di elaborazione ci debba preoccupare molto: basterà che le nostre bottiglie di vino rechino la stesso avvertimento che sarà posto sulle bottiglie di produzione francese, cioè nulla.

Infatti è facile immaginare che nessun produttore francese vorrà dare applicazione a questa assurda direttiva.

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