• Giglio Reduzzi

Hotel Metropole

Mi duole dirlo, ma se Savoini (che non è Salvini) avesse avuto un po’ più di familiarità con i modi di negoziare a livello internazionale, non avrebbe mai accettato di parlare d’affari in una hall d’albergo.

Le hall degli hotel (note in America come “lobby”) sono luoghi dove, in attesa del taxi, gli ospiti si vedono offrire ogni tipo di servizio, per lo più illeciti.

Si trovano anche soggetti ben vestiti e con valigetta diplomatica, che in realtà sono poveracci in cerca di commissioni e che, per farsi accettare, vantano inesistenti “entrature” in alto loco.

Avendo fatto l’export manager per molti anni, il sottoscritto ha incontrato molti personaggi di questo tipo.

A Kinshasa un tale mi aveva avvicinato spacciandosi per direttore dell’aeroporto.

Peccato che io conoscessi personalmente quello vero e dunque non ebbi difficoltà a smascherarlo.

A volte ricorrevano a questa pratica anche funzionari statali (e pertanto rivestiti di legittima autorità), ma lo facevano solo per godere delle amenità, tipo aria condizionata, di cui non disponevano nei loro uffici.

Lo scoprivo ogni volta che, ritenendo inappropriato trattare i nostri affari in luogo pubblico, chiedevo ed ottenevo di farlo nelle loro sedi abituali.

Sedi che spesso si rivelavano davvero impresentabili.

Alla pratica di cui sopra, tipica dei Paesi in via di sviluppo, erano ricorsi anche i dirigenti ministeriali che incontrai in Ungheria, quando questo Paese era ancora satellite dell’Unione Sovietica; anche se, in quel particolare caso, temo che ai delegati, più che le amenità alberghiere, interessasse non portarsi a casa una possibile spia dell’Occidente.

Debbo tuttavia riconoscere che, anche in quella occasione, avendo io (con molta incoscienza) insistito per continuare la nostra conversazione in un regolare ufficio, la mia richiesta fu alla fine accolta; anche se non immediatamente e previa consegna del passaporto.

Come vedete, la pratica di trattare affari nelle hall degli alberghi sopravvive ai cambi di regime, ma essa è, a mio avviso, solo prova di scarsa professionalità.

Non certo, come si tenta di far credere, di chissà quale illecito, perché è evidente che, se uno sa di fare una cosa illegale, la va a fare in una saletta riservata, non certo nella hall dell’albergo.

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