• Giglio Reduzzi

I fragili fondamenti di un'elezione

Riassumendo:

Il nuovo Capo dello Stato poggia sulla legittimazione parlamentare. Su questo non ci piove.

Peccato che l’assetto parlamentare rifletta il sentimento popolare di quattro anni fa, non quello di oggi.

Dunque il neo eletto è privo di effettiva rappresentanza popolare.

Inoltre, tra un anno, lege adiuvante (riduzione numero deputati e magari nuova disciplina elettorale), al nuovo Presidente verrà meno anche la legittimazione parlamentare, perché si troverà di fronte ad un Parlamento tutto nuovo.

Quindi per sei anni su sette egli si troverà scoperto da ogni capacità rappresentativa, a prescindere dalle doti personali che gli vengono riconosciute.

Entrambe le discrasie sarebbero state evitate facendo coincidere le elezioni politiche con quella del Presidente, anticipando le une o posticipando l’altra.

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