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  • Immagine del redattoreGiglio Reduzzi

I "Navigator"

La storia dei navigator sembra una barzelletta.

Dovrebbe trattarsi di persone specializzate nel far incontrare la domanda di lavoro con l’offerta.

Il loro profilo ideale dovrebbe essere quello di una persona grondante esperienza che, non avendo necessità di un posto per sé o per i suoi figli, lo cerca per chi il posto non ce l’ha.

Invece è tutto il contrario: si tratta di ragazzi disoccupati che cercano il primo impiego proprio nel settore in cui dovrebbero avere esperienza da vendere.

Tant’è che, appena selezionati, dovranno imparare ad usare le armi del mestiere.

Ma le contraddizioni non finiscono qui.

Infatti dove sono i super-navigator, cioè quelli che dovranno insegnare il lavoro ai navigator?

E perché, se ci sono, non vengono usati già adesso? Visto che, raro caso di carro davanti ai buoi, i navigatori sono molto lontano dall’esserci, ma i percettori del reddito di cittadinanza, cioè i loro “studenti” sì?

Non è un po’ come aver fatto entrare gli scolari in classe prima di aver selezionato gli insegnanti?

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