• Giglio Reduzzi

I profughi ucraini

Impossibile non commuoversi quando si vedono tutte quelle donne che con i loro bambini fuggono dall’Ucraina e lasciano indietro gli uomini a difendere la patria.

Tutto il contrario di quanto siamo abituati a vedere nel mar Mediterraneo dove, ad attraversarlo, sono solo baldi giovanotti in cerca di miglior sorte e dove donne e bambini, per prudenza, vengono lasciati a casa.

Eppure attorno a questi ragazzi c’è un incredibile organizzazione che li assiste. Ci sono le navi ONG, con tanto di Alarm Phone che ne coordina i movimenti, ci sono le Guardie costiere che le scortano verso porti sicuri, i centri accoglienza che rifocillano i migranti all’arrivo, le navi da crociera pronte ad ospitarli per la quarantena.

Ebbene, sinora tutta questa organizzazione non c’è per assistere i profughi ucraini, che ne avrebbero molto più bisogno.

Ad accoglierli ci sono solo i cittadini dei Paesi limitrofi: quelli del gruppo Visegrad, che noi dipingevamo come cattivoni, in quanto non volevano accogliere i migranti che arrivavano da Sud.

Fanno tutto di loro iniziativa e… gratis amore Dei.

Speriamo che a coordinare i loro sforzi vengano presto quelle associazioni no profit (?) che tanta sollecitudine hanno dimostrato nel Mediterraneo e che presto vediamo ricomparire anche lì le facce di Carola, Casarin e Delrio.

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