• Giglio Reduzzi

I veri evasori

Aggiornato il: 8 ott 2019

Credo che lo Stato abbia finalmente scoperto che in Italia l’evasione è un fenomeno di massa, largamente legato alla falsa idea che rubare allo Stato non sia né peccato né reato.

Lo deduco dall’enfasi con cui viene proposto l’uso delle carte di credito in luogo dei contanti.

Cioè di una modalità di pagamento che, a differenza delle banconote, consente la tracciabilità della transazione.

Ovviamente il governo continuerà, per mere esigenze propagandistiche, a parlare di “manette ai grandi evasori”, ben sapendo, tuttavia, che l’evasione altro non è che il risultato di tante piccole evasioni.

Né potrebbe essere altrimenti, dato che l’economia italiana si regge notoriamente sull’attività, non di pochi grandi imprenditori, ma di tanti piccoli datori di lavoro.

Quando vai al supermercato (grande imprenditore), la cassiera è lì che t’aspetta con il lettore di carte in mano, mentre quando vai dal parrucchiere (piccolo imprenditore), lui si aspetta che tu lo paghi con banconote e spesso non possiede neppure lo strumento in uso per leggere le carte.

Il che mi fa venire in mente che l’incentivo rivolto ai cittadini ad usare le carte dovrebbe essere accompagnato da un analogo incentivo ai commercianti perché si dotino del dispositivo atto a leggerle; visto che il possesso di tale strumento è sì obbligatorio per legge già ora, ma è largamente ignorato, dato che implica un discreto investimento.

Oltretutto molto spesso sono gli uffici statali che non dispongono del dispositivo in questione!

Né è raro il caso che lo strumento lo abbiano ma che, stranamente, esso risulti….. non operativo.

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