• Giglio Reduzzi

Essere onesti non basta

Aggiornato il: 7 ore fa

La vicenda del gen. Saverio Cotticelli è emblematica del fallimentare modo di operare dei “ragazzi” di Beppe Grillo.

L’inventore del M5S era infatti convinto che per governare l’Italia non fosse necessaria la competenza, ma bastasse l’onestà.

L’episodio citato sta a dimostrare che non è così.

Nessuno dubita che il gen. Saverio Cotticelli sia persona integerrima, ma, a nomina avvenuta, tutti si sono accorti che non era in grado di assolvere ai suoi compiti.

E allora la stessa persona che l’aveva nominato ora l’ha sostituito.

L’utilizzo di persone oneste ma inadatte al ruolo non è tipico del M5S.

Succede ogni volta che il consenso elettorale supera le tue aspettative e ti costringe a governare un paese, mentre tu avevi solo messo in conto di fare opposizione, che è compito molto più facile.

Era successo così anche con la Lega.

Con la differenza che, mentre la Lega poteva scegliere i suoi improvvisati ministri nel bacino fortemente industrializzato del Nord, il M5S si è visto costretto a selezionarli in quello economicamente depresso del Sud, dove ebbe il suo boom di voti.

E, in assenza di uomini cresciuti alla severa scuola dell’industria privata, il M5S ha dovuto scegliere i suoi rappresentanti nelle fila di coloro che avevano fatto carriera nei ranghi, assai meno formativi, delle pubbliche istituzioni, come è avvenuto per il gen. Saverio Cotticelli.

Che però non è l’esempio più clamoroso, perché una scelta analoga è stata fatta addirittura per il Premier Giuseppe Conte e per il ministro Sergio Costa (altro generale).

Una selezione della classe dirigente fatta in questo modo risulterebbe scandalosa in Nord America, dove le cariche pubbliche, salvo casi rarissimi, vengono affidate esclusivamente sulla base dell’esperienza accumulata, cioè della competenza.

Ricordo che, quando un vice presidente degli Usa (credo si trattasse di Al Gore) commise un clamoroso errore grammaticale scrivendo su una lavagna di scuola, l’unico a scandalizzarsi, tra gli amici americani con cui mi trovavo in quel momento, fui io.

Gli altri hanno subito detto che l’importante era che egli fosse bravo a risolvere i problemi, piuttosto che a scrivere.

Evidentemente gli americani operano le loro scelte con modalità diverse da quelle usate da noi ed alle quali, all’epoca, io, pur provenendo dall’industrioso Nord, non ero ancora abituato.

Tuttavia mi sembra indubbio che i loro criteri di scelta siano nettamente migliori dei nostri.

Quando si tratta di riorganizzare il sistema ospedaliero di una Regione, aver già costruito ospedali in giro per il mondo rappresenta un biglietto da visita assai migliore di quello di essere stato generale dei Carabinieri.

Inoltre è evidente che, se -per effetto di questo modo di operare- tutti i ministri vengono presi dalle pubbliche istituzioni e nessuno dall’industria privata, il solco tra i due mondi, già presente nel nostro Paese, sia destinato nel tempo ad allargarsi.

Prima o poi il Premier Conte dovrà rendere conto delle sue scelte infelici al Presidente Mattarella e questi al popolo italiano.

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