• Giglio Reduzzi

Il congresso di Verona

Nella dichiarazione congiunta Papa Francesco/Patriarca Cirillo del 12 febbraio 2016 è detto chiaramente che:

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19. La famiglia è il centro naturale della vita umana e della società. Siamo preoccupati dalla crisi della famiglia in molti paesi. Ortodossi e cattolici condividono la stessa concezione della famiglia e sono chiamati a testimoniare che essa è un cammino di santità, che testimonia la fedeltà degli sposi nelle loro relazioni reciproche, la loro apertura alla procreazione e all’educazione dei figli, la solidarietà tra le generazioni e il rispetto per i più deboli.

20. La famiglia si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna. È l’amore che sigilla la loro unione ed insegna loro ad accogliersi reciprocamente come dono. Il matrimonio è una scuola di amore e di fedeltà. Ci rammarichiamo che altre forme di convivenza siano ormai poste allo stesso livello di questa unione, mentre il concetto di paternità e di maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio, santificato dalla tradizione biblica, viene estromesso dalla coscienza pubblica.

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Alla luce di queste inequivocabili dichiarazioni rimarrei molto deluso se il Papa (o chi ne cura l’immagine) non cogliesse l’occasione dell’imminente convegno internazionale di Verona per ribadirle.

Infatti si tratta di dichiarazioni fatte tre anni fa, non in pieno Medio Evo, come sostenuto da Di Maio.

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