• Giglio Reduzzi

Il sentimento anti-russo

Una delle (tante) cose che non capisco è perché gli americani ce l’abbiano tanto con i russi.

Come se i russi fossero ancora comunisti e quindi anti-americani naturaliter.

Se mai, dovrebbero prendersela con la Cina.

Quella sì che è ancora rossa e, per di più, aggressiva.

Né capisco perché l’Unione Europea condivida questo anacronistico atteggiamento americano, sino al punto di seguire gli USA sulla strada delle sanzioni economiche.

A me sembra che, in questo momento storico, l’identità europea sia meglio difesa da Vladimir Putin, che è fuori dell’Unione, che da ogni altro leader politico che sta dentro.

Con le lodevoli eccezioni di Viktor Orbàn e Matteo Salvini.

Per convincersene non c’è che da leggere la Dichiarazione congiunta che Papa Francesco ed il Patriarca Kirill (longa manus di Putin) hanno firmato a Cuba il 12 febbraio del 2016.

Purtroppo mi accorgo che il sentimento anti-russo è molto diffuso anche qui in Italia, specialmente nel campo della sinistra ex PCI.

Ma qui il fenomeno si comprende meglio perché la controrivoluzione operata da Gorbacev, e portata avanti da Putin, ha rotto le uova nel paniere al più forte partito comunista europeo.

E difatti Gorbacev, quando veniva in Italia, era ricevuto molto più calorosamente in Vaticano che alle Botteghe Oscure, dove aveva sede il PCI.

Ma in America questo non avveniva, né poteva avvenire, perché lì non c’è mai stato un consistente partito comunista.

Dunque ho bisogno di spiegazioni.

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