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  • Immagine del redattoreGiglio Reduzzi

Il vincolo di mandato

Premesso che personalmente sarei favorevole al vincolo di mandato, sta di fatto che la Costituzione vigente lo vieta e pertanto o si cambia la legge fondamentale o si dimentica il vincolo di mandato.

Rebus sic stantibus, temo che a chi mostra inclinazione ad uscire dal gruppo parlamentare il capo del M5S non possa neppure minacciare l’applicazione della sanzione prevista dallo Statuto, perché, a mio avviso, la norma in questione è contra legem di per sé, per la sua sottile vena ricattatoria (Art. 1343 del C.C.).

Del resto mi chiedo che senso abbia trattenere, con la minaccia di una multa, uno che voglia andarsene.

Quale contributo potrà dare alla causa comune rimanendo?

Se poi la volontà di lasciare il partito fosse condivisa da molti deputati, anziché da una sparuta minoranza, allora è il capo, secondo me, che dovrebbe chiedersi se per caso all’origine dell’esodo non ci sia la sua linea programmatica.

Specialmente se essa dovesse essere sensibilmente diversa da quella adottata in precedenza.

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