• Giglio Reduzzi

La Chiesa ospedale da campo?

Aggiornamento: 15 dic 2018


Benché “parcus et laicus”, anch’io ritengo, come molti, che questo Papa stia dando un’interpretazione troppo restrittiva del termine “povero” così frequentemente citato nei Vangeli.

Egli dimentica, a mio avviso, che ad essere evangelicamente “poveri” non sono solo i “senza tetto”, ma anche i poveri “in ispirito” e che la Chiesa dovrebbe preoccuparsi soprattutto di questi ultimi.

Come dice Vittorio Messori nel suo ultimo libro (“Quando il Cielo ci fa segno”), perché un giovane dovrebbe entrare in seminario e rinunciare ad un sacco di cose se la sua meta principale si riduce all’impegno sociale?

Per questo basta la Croce Rossa, che è istituzione laica, fondata da un massone, oppure lo Stato.

La Chiesa, checché ne dica il Papa, non può ridursi ad un “ospedale da campo”.

Né a trasformare le chiese in mense aziendali o costruire bagni pubblici per i senza tetto.

La Chiesa ha la missione, ben più alta, di elevare lo spirito.

Compito che alcuni predecessori di Papa Francesco possono aver interpretato in maniera diametralmente opposta alla sua, quindi sbagliando a loro volta, ma lasciandoci preziose eredità come la Pietà di Michelangelo e la Cappella Sistina.

Qual è l'apporto di papa Francesco a questo patrimonio? Meglio non parlarne.

Vittorio Messori, facendo sue le parole del card. Caffarra, termina il suo ultimo libro dicendo:

“E’ d’urgenza drammatica che la Chiesa ponga fine al silenzio circa il Soprannaturale.”


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