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  • Immagine del redattoreGiglio Reduzzi

La sanzione impossibile

Mi pare giusto che il governo si dia da fare per trovare alternative alla fornitura del gas russo.

Ma ritengo che dovrebbe farlo senza sbandieramenti, anzi di nascosto, visto che si tratta di porre rimedio ad errori del passato, e, soprattutto, senza far credere agli italiani che la soluzione sia a portata di mano, secondo le parole del ministro Roberto Cingolani.

Come ha detto ieri Paolo Scarone (che di gas se ne intende più del ministro), se tutto -ma proprio tutto- va bene, passeranno almeno tre anni prima che le fonti alternative diventino operative.

Questo significa che in questi tre anni dovremo continuare a rifornirci di gas dalla Russia ed alle sue condizioni, salvo che il governo accetti di mettere sul lastrico le famiglie e far saltare l’intero ciclo di produzione della ricchezza.

Peraltro lo stop al gas russo non potrà mai ragionevolmente entrare nell’elenco delle sanzioni occidentali, perché dire a Putin che abbiamo deciso di non prendere più il gas da lui ma attueremo la decisione solo tra tre anni non è una sanzione ma una barzelletta.

Tre anni sono lunghi da passare.

Tra l’altro, i governi africani presentati come fornitori alternativi sanno, o dovrebbero sapere, che essi stanno trattando con ministri italiani in scadenza e che tra pochi mesi non li vedranno più, né al governo, né -presumibilmente- nelle sue immediate vicinanze.

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