• Giglio Reduzzi

Le parole che non piacciono alla Sinistra

Una -l’abbiamo già detto più volte- è “comunismo”.

Nessuno che sia stato iscritto al PCI (e magari abbia svolto un ruolo dirigenziale in quel partito) riconosce volentieri di essere stato comunista.

Salvo Pier Luigi Bersani e pochi altri, tutti preferiscono definirsi anti-fascisti.

E’ per questo motivo che il termine antifascista è ancora di moda dopo tutti questi anni.

L’altra parola che non piace alle persone di sinistra è “patriottismo”.

Difatti, benché anche a loro si inumidisca l’occhio quando sentono suonare l’inno nazionale, essi ritengono che non sia dignitoso ammettere di nutrire il sentimento patrio che l’inno richiama.

Sta di fatto che non li ho mai visti commuoversi quando sentono l’Inno della Gioia che accompagna le manifestazioni dell’Unione Europea, a loro tanto cara.

La “debolezza” del sentimento patrio la lasciano volentieri agli avversari politici, anche se, non osando definirli “patrioti”, li chiamano “sovranisti”, spesso associando questo termine a quello di “populisti”, ritenuto ugualmente spregevole.

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