• Giglio Reduzzi

Le recite dei deputati M5S

Quando parlano in aula o sono davanti ai giornalisti, i giovani deputati del M5S mi fanno tenerezza.

Pur essendo sempre gli stessi (e quindi ritenuti i più disinvolti), si vede lontano un miglio che, invece di esprimere convincimenti, recitano un copione imparato a memoria.

Hanno lo stesso imbarazzo che avevamo noi da piccoli quando, al pranzo di Natale, ci mettevano sulla sedia per recitare la poesia.

Fateci caso: anche in materia di pandemia, la composizione della frase, l’espressione della faccia ed il tono della voce sono sempre gli stessi, sia che l’annuncio riguardi un intervento legislativo di 2,7 miliardi (come era previsto inizialmente), oppure uno di 55 miliardi (come divenne alla fine), passando attraverso i vari stadi intermedi.

Quasi che “per non lasciare indietro nessuno” (come dicono ogni volta), lo stanziamento di pochi miliardi, da loro annunciato all'inizio, potesse avere lo stesso identico effetto di uno di 55, come richiesto dall’opposizione!

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