• Giglio Reduzzi

Le tasse "etiche"

Le tasse etiche sono una barzelletta.

Intanto esse non possono essere messe a bilancio dal lato delle entrate.

Lo vieta il loro carattere aleatorio.

Infatti, di fronte ad una nuova tassa sulle sigarette, uno potrebbe decidere di non fumare più.

In tal caso, invece di avere un maggiore entrata, lo Stato subirebbe la perdita delle tasse che già insistono sul tabacco.

Oppure può decidere di continuare a fumare.

Nel qual caso lo Stato otterrà sì un beneficio economico, ma perderà la scommessa sulla valenza educativa del provvedimento.

Senza contare che, anche sul piano strettamente economico, potrebbe trattarsi di una vittoria di Pirro, visti i danni a lungo termine del vizio del fumo.

Se davvero volesse educarci, potrebbe limitarsi ad estendere le zone di non smoking.

Lo stesso vale per la tassa sui cibi e le bevande ricche di zucchero.

Anzi, a maggior ragione.

Lo Stato non può spingere la sua ingerenza fin dentro il nostro palato.

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