• Giglio Reduzzi

Le tasse "etiche"

Le tasse etiche sono una barzelletta.

Intanto esse non possono essere messe a bilancio dal lato delle entrate.

Lo vieta il loro carattere aleatorio.

Infatti, di fronte ad una nuova tassa sulle sigarette, uno potrebbe decidere di non fumare più.

In tal caso, invece di avere un maggiore entrata, lo Stato subirebbe la perdita delle tasse che già insistono sul tabacco.

Oppure può decidere di continuare a fumare.

Nel qual caso lo Stato otterrà sì un beneficio economico, ma perderà la scommessa sulla valenza educativa del provvedimento.

Senza contare che, anche sul piano strettamente economico, potrebbe trattarsi di una vittoria di Pirro, visti i danni a lungo termine del vizio del fumo.

Se davvero volesse educarci, potrebbe limitarsi ad estendere le zone di non smoking.

Lo stesso vale per la tassa sui cibi e le bevande ricche di zucchero.

Anzi, a maggior ragione.

Lo Stato non può spingere la sua ingerenza fin dentro il nostro palato.

11 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Salvini "Defensor Fidei" ?

Coloro che esprimono meraviglia per il fatto che Salvini sia rimasto l’unico (insieme all’ex boyscout Renzi) a difendere i valori del cristianesimo nell’aula del Senato dimostrano di avere la memori

L'uomo dei record

Esiste un uomo che è diventato Premier di un grande Paese senza aver mai fatto politica, neppure a livello comunale? Sì, è italiano e si chiama Giuseppe Conte. Esiste un uomo capace, in due anni conse

Nuove delusioni

La mia passione per la politica viene da lontano. Quando i miei compagni d’università andavano in Svezia per godere della maggior libertà sessuale ivi praticata, io, cretino, andavo a Londra per veder