• Giglio Reduzzi

Le tasse "etiche"

Le tasse etiche sono una barzelletta.

Intanto esse non possono essere messe a bilancio dal lato delle entrate.

Lo vieta il loro carattere aleatorio.

Infatti, di fronte ad una nuova tassa sulle sigarette, uno potrebbe decidere di non fumare più.

In tal caso, invece di avere un maggiore entrata, lo Stato subirebbe la perdita delle tasse che già insistono sul tabacco.

Oppure può decidere di continuare a fumare.

Nel qual caso lo Stato otterrà sì un beneficio economico, ma perderà la scommessa sulla valenza educativa del provvedimento.

Senza contare che, anche sul piano strettamente economico, potrebbe trattarsi di una vittoria di Pirro, visti i danni a lungo termine del vizio del fumo.

Se davvero volesse educarci, potrebbe limitarsi ad estendere le zone di non smoking.

Lo stesso vale per la tassa sui cibi e le bevande ricche di zucchero.

Anzi, a maggior ragione.

Lo Stato non può spingere la sua ingerenza fin dentro il nostro palato.

11 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

E’ evidente che ai dirigenti della RAI non importa un fico secco della salute mentale dei cittadini. Altrimenti eviterebbero di accrescere l’ansia degli ascoltatori fornendo notizie terribili su situa

Sono molti i leghisti che si chiedono cosa aspetta Salvini a negare la fiducia a questo governo. Spero solo che non siano gli stessi che già lo volevano fuori dal governo nel 2019, salvo poi criticarl

La ricerca degli effettivi titolari e/o beneficiari di alcuni beni patrimoniali italiani è stata lunga e faticosa. Lo apprendiamo dai giornali a seguito dell’iniziativa governativa di sanzionare gli o