• Giglio Reduzzi

Lo schiaffo di Aquisgrana

Aggiornamento: 28 gen 2019

Inutile girarci intorno: più che alla Mogherini (che forse non se n'è accorta) il patto di Aquisgrana è uno schiaffo all’Italia.

Non tanto per la provenienza francese (la Francia ci riserva una sberla al giorno), quanto per quella tedesca.

Ma è anche uno schiaffo all’Europa, perché, se all’esclusione dell’Italia da quel patto si aggiunge l’autoesclusione della GB, è evidente che della UE rimane ben poco.

La consolazione è che di quel patto non se ne farà niente.

Ve lo vedete voi l’ambasciatore francese all’Onu che abbandona il suo seggio al Consiglio di Sicurezza e dice all’Ambasciatore tedesco: prego s'accomodi? (Ammesso che l’avvicendamento sia tecnicamente possibile.)

E poi, non dimentichiamolo, ci sono le elezioni di fine maggio che potrebbero segnare la caduta di entrambi i contraenti e della loro politica.

Infine (e cosa forse più importante), il patto di Aquisgrana crea un grande precedente per la formazione, dopo le elezioni di maggio, di un patto alternativo che l’Italia potrebbe formare con tutti gli altri Paesi, a partire da quelli del gruppo Visegrad, con cui l’attuale governo intrattiene ottimi rapporti (nonostante i sorrisetti ironici dell’Opposizione).


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