• Giglio Reduzzi

Paga oraria

Sono sicuro che, fatti due conti, Maurizio Landini ritirerà prontamente la sua adesione all’idea che, d’ora in poi, anche i lavoratori italiani vengano pagati un tanto all’ora.

E’ ciò che promette di fare il candidato (peraltro favorito) alla successione di Angela Merkel, stabilendo un minimo di 12 euro l’ora.

Chi è quell’imprenditore italiano che si sottrarrebbe alla prospettiva di sborsare € 24.960 l’anno per l’ultimo dei suoi dipendenti?

(12x40x52 fa 24.960.)

A patto naturalmente che sia finita lì.

Cioè basta 13a mensilità, basta 14a, basta TFR, basta cure termali, basta licenza pagata per fare lo scrutatore ai seggi, basta orario ridotto per curare il parente malato, basta tutte le altre agevolazioni.

Non solo una situazione del genere tornerebbe a vantaggio degli imprenditori, anzichè dei lavoratori, ma renderebbe inutile l’attività dei sindacati.

Che consiste nello stipulare contratti di lavoro.

Una volta stabilita per legge la paga base, il resto può essere pattuito dai singoli lavoratori (come già avviene, anzi è sempre avvenuto, in USA) ed i sindacalisti possono cercarsi un nuovo lavoro.

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