• Giglio Reduzzi

Putin: amico o nemico?

Aggiornamento: 17 dic 2021

C’era una volta la guerra fredda e gli americani tenevano i loro missili puntati contro la Russia, perché era comunista e conculcava i diritti civili.

Poi, alla fine del 1989, la Russia ha abbandonato il comunismo, tra le due superpotenze è scoppiata la pace ed i popoli di tutto il mondo hanno tirato un respiro di sollievo.

Nel frattempo è cresciuta, e continua a crescere, una terza superpotenza che si chiama Cina e che, purtroppo, ha le stesse caratteristiche della Russia vecchia maniera.

Forse addirittura più marcate.

Ebbene, i missili delle basi americane continuano ad essere puntati verso la Russia di Putin. Così almeno ci dicono.

Non sarebbe più logico che, se mai, fossero puntati su Pechino?

Il mancato cambio di direzione di quei missili fa sorgere il sospetto che il bersaglio non fosse tanto il comunismo quanto la supremazia mondiale.

Sospetto rafforzato dalla circostanza che gli americani ancora non hanno imposto alcuna sanzione commerciale a Pechino, mentre ne hanno imposte diverse e salate a Mosca, trascinando con loro anche una recalcitrante Unione Europea.

A mio avviso Putin non vede l’ora di diventare amico dell’America, mentre dubito che voglia farlo Xi Jinping.


Putin: friend or foe?


Once upon a time there was the so called “cold war” and the Americans kept their missiles aimed at Russia, because it was a communist country and did not respect civil rights.

Then, at the end of 1989, Russia abandoned communism; peace exploded between the two superpowers and people of all word breathed a sigh of relief.

In the meantime a third nation has grown up and is still growing. Its name is China and, unfortunately, presents the same characteristics as old fashion Russia, perhaps worse.

Well, missiles in European American bases continue to be aimed at Putin’s Russia. So they say.

Would it not be more logical for them to be aimed at Beijing, if anywhere?

The missed change of direction raises the suspect that the target was not communism but world supremacy.

This suspect being reinforced by the fact that the Americans have not imposed any economic sanction to Beijing, while they have imposed several heavy ones to Moscow, dragging with them a reluctant European Union.

To my estimation, Putin cannot wait to be treated as a friend by the USA, while I doubt that Xi Jinping shares the same sentiment.

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