• Giglio Reduzzi

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L’accusa a Matteo Salvini di aver rinunciato, in favore di Di Maio, alla sua tradizionale posizione pro-TAV in cambio di un sostegno di quest’ultimo sulla questione dei migranti ex nave Diciotti non regge perché contraddice la capacità contrattuale che viene unanimamente riconosciuta al primo.

Infatti, se fosse vera l’accusa, Salvini avrebbe fatto un affare ben magro, dato che la battaglia ingaggiata dalla Magistratura di Catania sul fronte dei migranti era talmente assurda che sarebbe stata vinta senza colpo ferire e quindi senza bisogno di alcuna controbilanciatura.

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