Giglio Reduzzi
Stanno arrivando le ZES
Aggiornamento: 25 gen 2019
Dicono che autocitarsi non sia elegante. Pazienza. Questa volta lo farò lo stesso.
Nel mio saggio del 2013 (Il buio in fondo al tunnel) mi chiedevo come mai non si costituissero anche in Italia quelle Zone Economiche Speciali che avevano fatto la fortuna di città come Shangai e rispondevo a me stesso che forse la ragione stava nella riluttanza del nostro governo ad ammettere che l’Italia aveva gli stessi problemi di un Paese comunista.
Ebbene, sia pure con 40 anni di ritardo (le ZES furono introdotte in Cina da Den Xiaoping), le ZES stanno per arrivare anche da noi.
O, meglio, stanno per arrivare in alcune aree del nostro Sud.
Che lo crediate o no, esse nascono, sia pure in modo diverso, da un’iniziativa di Paolo Gentiloni, che a sua volta fece propria un’idea di Gianni Pittella, suo compagno di partito.
Scriveva infatti Pittella nel 1993, quando era Vice Presidente del Parlamento Europeo,:
''L'unica ricetta per rendere il sud un paradiso dove investire e non piu' un deserto da cui scappare e' l'istituzione delle Zone Economiche Speciali.
Solo attraverso distretti con un regime no tax e burocrazia zero possiamo sperare di attrarre capitali nazionali ed esteri, arrestando cosi' il processo di desertificazione industriale denunciato oggi dalla Svimez.
Delocalizzare al sud! Questo deve essere il paradigma per creare lavoro e scongiurare che tanti giovani, non per scelta, ma perché obbligati dalla necessita', decidano di abbandonare il sud.”
Come vedete, anche la Sinistra a volte fa cose buone.
Certo, una volta che le ZES saranno operanti, il Sud non avrà più alibi.
Nei vent’anni a cavallo tra il secolo scorso e quello attuale Shangai è passata dall’assomigliare a Calcutta all’assumere le sembianze di Manhattan.
Non c’è motivo per cui non debba fare la stessa cosa Palermo.