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  • Immagine del redattoreGiglio Reduzzi

Tecniche comunicative

Aggiornamento: 24 ott 2020

Stranamente le tecniche comunicative di Papa Francesco e di Giuseppe Conte sono identiche.

Ogni qualvolta i due hanno un’idea nuova, prima la fanno filtrare informalmente, per vedere l’effetto che suscita nell’opinione pubblica, poi, se la reazione è positiva o inesistente, la traducono in atto formale.

Viceversa, se è negativa o fortemente negativa, l’abbandonano.

E’ il procedere tipico delle persone che annettono più importanza al consenso popolare che alla fermezza dei loro convincimenti.

E’ quanto ha costantemente fatto Giuseppe Conte con i suoi DPCM ed è quanto ha fatto papa Francesco in materia di preti sposati, di comunione ai divorziati ed ora anche di omosessualità.

Prima ne discute con Scalfari od altri suoi amici, poi ne parla ai suoi sottoposti e se, come spesso accade, questi reagiscono negativamente, abbandona l’idea.

Speriamo sia il caso anche della proposta relativa alle coppie gay, che, di tutte, mi sembra la più rivoluzionaria.

Peccato che, operando in questo modo, sia il Papa che Conte altro non fanno che creare inutili aspettative e/o timori nei rispettivi ambiti.

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