• Giglio Reduzzi

Una guerra d'altri tempi

Aggiornamento: 21 apr

Certo, la guerra lascerebbe attoniti con qualunque modalità venisse svolta, ma quello che nel conflitto russo/ucraino fa più impressione è vedere che i combattimenti (per ora) avvengono con gli stessi mezzi che venivano usati molti decenni fa.

Sembra quasi che la Russia abbia voluto liberarsi dei fondi di magazzino, mandando in Ucraina gli stessi carrarmati che mandava in Cecoslovacchia ed Ungheria!

Questo modo di fare la guerra fa molto più impressione di quanta ne facesse nelle precedenti occasioni, semplicemente perché sono cambiate le condizioni al contorno.

Quando, durante la prima guerra mondiale, i nostri nonni scavavano le trincee, essi si sobbarcavano ad una fatica assimilabile a quella che consumavano a casa lavorando nei campi.

I ragazzi che oggi vengono spediti al fronte non hanno mai visto una pala.

Le camere dove dormono sono termoregolate.

In quelle dei nonni d’inverno si gelava e d’estate si crepava dal caldo.

Oggi tutti i ragazzi hanno il telefonino in tasca e, ad una certa ora della sera, telefonano a casa.

Se tardano dieci minuti, la mamma si agita.

I nostri nonni non conoscevano il telefono e comunicavano con le famiglie con cartoline postali che venivano recapitate dopo settimane.

Come si può pensare di mettere i ragazzi di oggi in un carrarmato e farli dormire in trincea, dopo averla scavata?

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