• Giglio Reduzzi

Zan preferito a Zen ?

Sono sbalordito dalle ultime mosse di Papa Francesco.

1) Stentavo a credere che il Papa non avrebbe dato udienza all’anziano card. Zen (vescovo emerito di Hong Kong), che era venuto a Roma apposta per parlargli.

Infatti il Papa attuale è noto per la sua propensione, in nome della misericordia, a ricevere tutti, anche i non credenti, tipo Eugenio Scalfari.

Figuriamoci, pensavo, se avrebbe potuto rifiutarsi di ricevere un vecchio ex collega che veniva da così lontano.

Ebbene, mi assicurano che è andata esattamente così.

Evidentemente all’attuale pontefice sta più simpatico il deputato progressista Zan che il cardinale conservatore Zen.

2) Stentavo a credere che Papa Francesco si sarebbe rifiutato di incontrare Mike Pompeo, quando costui venne a Roma in rappresentanza dell’uomo più potente della terra.

Infatti, rifiutando questo incontro, egli avrebbe involontariamente sottolineato la magnanimità del Sultano Malik al-Kamil, che invece non si era rifiutato di ricevere Francesco d’Assisi, benché, in quell’occasione, il frate non rappresentasse nessuno ed, anzi, appartenesse, per religione, alla tipologia di persone cui i sudditi del Sultano normalmente tagliavano la testa.

E invece mi assicurano che è andata esattamente così: udienza negata e con una motivazione tutta politica.

Quella politica di cui papa Francesco ha sempre detto di non volersi occupare.

3) Ma la botta finale è arrivata con l’annuncio, da parte del Papa, di voler creare molti nuovi cardinali, che gli organi di stampa hanno scoperto essere tutti in linea con l’innovativa politica bergogliana.

Evidentemente il pontefice attuale teme che il tempo a sua disposizione non gli consentirà di portare a termine tutti i suoi programmi ed allora ha voluto assicurarsi che questi saranno portati avanti dai suoi successori.

Con buona pace di chi, come me, pensava che questa fase del pontificato fosse una specie di pausa pranzo, dopodiché la Chiesa avrebbe ripreso il cammino di sempre.

Evidentemente mi ero illuso.

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